screening NAT Haemosafety 370x280 - Infezione occulta da HBV e rischio trasfusionale: i limiti dell’attuale screening ‘NAT’ in Italia

Infezione occulta da HBV e rischio trasfusionale: i limiti dell’attuale screening ‘NAT’ in Italia

Il rischio di trasmissione trasfusionale dei virus epatotropi maggiori (HBV e HCV) e del virus HIV è progressivamente diminuito negli ultimi 20 anni grazie ai rigorosi criteri di selezione dei donatori ed allo screening sierologico. Più recentemente, l’introduzione dei  test per l’identificazione degli acidi nucleici circolanti (NAT) per HIV- e HCV-RNA ha ulteriormente ridotto la ‘fase finestra’ delle infezioni, cioè l’intervallo di tempo che separa l’inizio dell’infezione dalla positività di un test di screening. A differenza dei virus HIV e HCV, il rischio residuo di infezione da HBV non si limita alla sola ‘fase finestra’ delle donazioni (circa 59 giorni per la comparsa dell’antigene di superficie, HBsAg, e 21 giorni per la positività del NAT), ma si estende ai donatori con infezione occulta da HBV, nei quali persiste la possibilità di trasmettere l’infezione per via trasfusionale, a dispetto dell’assenza di HBsAg o di ogni altro indicatore di esposizione all’infezione (HBcAb) e dei bassi livelli di viremia (< 100-200 IU/mL), spesso fluttuanti nel tempo.

In questa valutazione riguardante gli anni 2008-2011, apparsa questo mese sul Journal of Hepatology, Spreafico e coll. hanno dimostrato che nel 50% dei campioni di donazione di 18 portatori di infezione occulta da HBV lo screening NAT in uso (6-MP, applicato cioè a minipool di 6 campioni di donazione) ha fallito nell’identificare viremie dosabili con metodica altamente sensibile. Sono stati, inoltre, accertati 2 casi di infezione trasfusionale da HBV, documentando l’identità di sequenza tra donatore e ricevente. L’impatto nazionale delle donazioni da soggetti con infezione occulta da HBV potrebbe essere rilevante, considerato che ogni anno in Italia sono raccolte più di 2 milioni di unità di sangue e che l’8% dei donatori risultano anti-HBc positivi. Per eliminare o almeno minimizzare questo rischio, gli Autori raccomandano, quindi, di escludere tutti i donatori anti-HBc positivi oppure di migliorare la sensibilità dello screening NAT modificando l’attuale strategia di ricerca su minipool da 6-20 campioni di donazione con NAT applicata al singolo campione di donazione.


 

J Hepatol. 2015 Nov

Poor efficacy of nucleic acid testing in identifying occult HBV infection and consequences for safety of blood supply in Italy.

Spreafico M, Berzuini A, Foglieni B, Candotti D, Raffaele L, Guarnori I, Colli A, Maldini FF, Allain JP, Prati D.

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