p 3 370x280 - Non si evidenzia incremento del rischio di epatopatia cronica correlata alle trasfusioni dopo il 1992

Non si evidenzia incremento del rischio di epatopatia cronica correlata alle trasfusioni dopo il 1992

Le attuali politiche trasfusionali, che prevedono una accurata selezione e screening virologico dei donatori, dapprima per il virus epatitico B (HBV) e, dal 1992, per il virus dell’epatite C (HCV), hanno permesso di rendere pressochè nullo il rischio di trasmissione trasfusionale di queste infezioni responsabili in molti casi di patologia epatica cronica. Non vi sono ad oggi, però, dati certi sul rischio potenziale di trasmissione trasfusionale di ulteriori agenti, anche ignoti, responsabili di danno epatico, che potrebbe avere un notevole impatto sulla salute pubblica.

Per cercare risposte in questo ambito un gruppo di ricercatori svedesi e danesi ha valutato il database scandinavo delle donazioni e trasfusioni (Scandinavian Donations and Transfusions, SCANDAT2)che contiene le informazioni di circa 1 milione e mezzo di pazienti trasfusi e dei relativi donatori. In questo studio, pubblicato di recente dal prestigioso Journal of Internal Medicine, si è cercato di confrontare il rischio di sviluppare epatopatia cronica in coloro che hanno ricevuto una trasfusione da donatori che hanno presentato successivamente una epatopatia cronica di qualunque natura rispetto a coloro che hanno ricevuto trasfusioni da donatori rimasti sani.

I dati ottenuti evidenziano che nei pazienti trasfusi prima del 1992 vi è un incremento del rischio di sviluppare epatopatia di circa il 38% nei soggetti che hanno ricevuto sangue da donatori successivamente affetti da patologia epatica cronica rispetto a quelli trasfusi da donatori sani (Hazard Ratio – HR; 1,38; Intervallo di confidenza al 95% – 95% C.I. 1,30-1,46), mentre questo non si osserva nei soggetti trasfusi dopo il 1992 (HR 0,99 – 95% C.I. 0,91-1,07).

Questi risultati da un lato confermano l’efficacia delle strategie di prevenzione del rischio di trasmissione infettiva trasfusionale dopo l’implementazione dello screening per l’HCV nel 1992 e, al tempo stesso, evidenziano che seppure questo rischio persiste, si tratta di un fenomeno raro, che non ha impatto rilevante in termini di salute pubblica.


Pubmed 2018 July

Searching for unknown transfusion-transmitted hepatitis viruses: a binational cohort study of 1.5 million transfused patients

G. Edgren, H. Hjalgrim, K. Rostgaard, V. Dahl, K. Titlestad, C. Erikstrup, A. Wikman, R. Norda, A. Majeed
and for the NHLBI Recipient Epidemiology and Donor Evaluation Study-III (REDS-III)
J Intern Med 2018;284:92-103

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