terapia genica 370x280 - UniQure svilupperà nel 2018 uno studio clinico di fase 3 per la terapia genica dell’emofilia B

UniQure svilupperà nel 2018 uno studio clinico di fase 3 per la terapia genica dell’emofilia B

Il 19 ottobre u.s. la UniQure, società leader nella terapia genica, ha annunciato che nel 2018 partirà lo studio di efficacia clinica della terapia genica con AMT-061 per la prevenzione degli episodi emorragici in pazienti con Emofilia B moderata e grave.

L’emofilia B è una diatesi emorragica legata al cromosoma X e risulta in un difetto del gene che codifica il fattore IX della coagulazione.

Ad oggi anche con i nuovi farmaci long-acting, che rappresentano certamente un importante progresso clinico con l’allungamento degli intervalli terapeutici, il trattamento per prevenire gli episodi emorragici prevede una somministrazione per via endovenosa del F.IX. Non è trascurabile poi che tali interventi abbiano sempre un elevato costo per il sistema sociale.

Al contrario, la possibilità di disporre di una terapia genica rappresenta per l’emofilia B una grande rivoluzione terapeutica.  Il trasferimento di una normale copia del gene del F.IX nel soggetto emofilico ne determinerebbe la produzione endogena e, quel che più conta, persistente nel tempo. In una varietà di modelli animali, i vettori basati su di un virus adeno associato (AAV), un parvovirus non patogeno, si sono dimostrati capaci di mediare l’espressione a lungo termine del F.IX e a livelli terapeutici dopo una singola infusione

Il progetto annunciato dalla UniQure nasce come naturale evoluzione di un precedente studio di fase I/II, presentato al 58° Meeting della American Society of Hematology (ASH) nel 2016 utilizzando l’AMT-060, che era stato testato in 10 pazienti con emofilia B grave e che aveva dimostrato di essere sicuro, di non perdere efficacia sino a 18 mesi di osservazione e di non aver determinato una risposta immune in alcun paziente.

Lo studio clinico utilizzerà l’AMT-061, farmaco classificato dalla FDA come farmaco innovativo IND (Investigational New Drug) e a cui l’EMA ha fornito lo status di PRIME (priority medicine).

L’AMT-061 è identico nella struttura al AMT-060 tranne nella sostituzione di due nucleotidi nella sequenza di codifica per il F.IX e  combina un vettore AAV5 con il mutante F.IX-Padova.

Per questo obiettivo la UniQure ha acquisito una famiglia di brevetti che copre ampiamente la variante F.IX-Padova e il suo utilizzo nella terapia genica. La variante del gene, denominata F.IX-Padua, esprime infatti una proteina con una singola sostituzione di aminoacidi capace di fornire un aumento approssimativo di 8 a 9 volte nell’attività F.IX rispetto al tipo nativo della proteina del FIX .

Tollerabilità e incrementi sostanziali nell’attività FIX dopo AMT-061 sono già documentati in numerosi studi preclinici.L’ AMT-061 è stato utilizzato in primati non umani a quattro diversi livelli di dose fino a una dose di 9 x 10 13 gc / kg. Lo scopo era quello di confrontare AMT-061 con AMT-060 rispetto alla trasduzione del fegato, ai livelli di proteina FIX circolanti, all’ attività del F.IX e alla eventuale tossicità, dopo una singola dose endovenosa con periodi di osservazione di 13 o 26 settimane. I dati di queste osservazioni hanno dimostrato una forte correlazione tra dose e livelli di espressione FIX (hFIX) umani, nonché l’attività biologica della proteina hFIX espressa. A dosi uguali, i livelli plasmatici del DNA dei vettori circolanti, la distribuzione del fegato, la trasduzione di cellule epatiche e l’espressione di proteine ​​hFIX erano paragonabili sia per AMT-060 che AMT-061. Inoltre, AMT-061 ha dimostrato di possedere la capacità di stimolare un aumento sostanziale dell’attività di coagulazione F.IX rispetto a AMT-060, coerente con quelli precedentemente riportati per FIX-Padova.

Lo studio ha inoltre esaminato la tossicologia di AMT-061, inclusa l’attività enzimatica del fegato, biomarcatori di coagulazione e altri parametri di sicurezza. L’AMT-061 è stato ben tollerato senza alcuna prova di significativi riscontri tossicologici. Non si è verificata alcuna generazione di trombina o una maggiore formazione di fibrina durante i sei mesi di follow-up.  I ricercatori inoltre non prevedono alcun aumento del rischio immunogenicità  con AMT-061, in quanto non esistono variazioni nel capside AAV5.

In letteratura le terapie genetiche basate su AAV5 si sono dimostrate generalmente sicure e ben tollerate in una moltitudine di studi clinici, tra cui tre studi condotti da uniQure in 22 pazienti con emofilia B.  A differenza dei dati riportati con altri capsidi nessun paziente trattato in studi clinici con terapie genetiche AAV5 ha mostrato una qualsiasi risposta immunitaria mediata dalla cellula T al capside con eventuale perdita di attività FIX.

In accordo con la FDA e l’EMA lo studio sarà un trial open-label, monodose, multicentrico e multinazionale sull’efficacia e la sicurezza di AMT-061 somministrato a pazienti adulti con emofilia B grave o moderata. L’obiettivo primario della sperimentazione è valutare AMT-061 per la prevenzione delle emorragie. Gli obiettivi secondari includono ulteriori aspetti di efficacia e di sicurezza.

Contemporaneamente all’avvio della fase di introduzione di sei mesi dello studio pivotal, dovrebbe iniziare un breve studio di conferma della dose nel terzo trimestre del 2018. Sulla base di un’analisi statistica dei dati di AMT-061 e di AMT-060 nei primati non umani, nonché dei dati clinici dello studio FASE I / II di AMT-060, i ricercatori ritengono che AMT-061 somministrato ad una dose di 2 x 10 13 gc / kg può portare ad un’attività FIX media di circa il 30 al 50% del normale. Pertanto tre pazienti riceveranno una singola dose endovenosa (IV) di AMT-061 a 2 x 10 13 gc / kg e sarà valutata per un periodo di circa sei settimane per valutare i livelli di attività FIX e confermare la dose per il prosieguo dello studio.

A conclusione della presentazione del progetto, Matthew Kapusta, amministratore delegato di uniQure, ha dichiarato che AMT-061 ha certamente il potenziale per essere una terapia genica di grande importanza per i pazienti affetti da emofilia B. L’AMT-061 sulla base dei dati generati fino ad oggi, può essere la prima terapia genica in grado di fornire benefici durevoli e curativi in  quasi tutti i pazienti con emofilia B, senza le complicanze associate a risposte immunitarie correlate al capside.


Letture suggerite

  • Frank W.G. Leebeek, Marco Tangelder, Karina Meijer, Giancarlo Castaman, Federica Cattaneo et al. – Interim Results from a Dose Escalating Study of AMT-060 (AAV5-hFIX) Gene Transfer in Adult Patients with Severe Hemophilia B. Blood 2016 128:2314;
  • Nathwani et al. Long-Term Safety and Efficacy of Factor IX Gene Therapy in Hemophilia B N Engl J Med 2014;371:1994-2004
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  • Herzog RW,Yang EY,Couto LB, et al.Long-term correction of canine hemophilia B by gene transfer of blood coagulation factor IX mediated by adeno-associated viral vector.Nat Med 1999 ;5:56-63
  • Nathwani AC,Tuddenham EG,Rangarajan S, et al.Adenovirus-associated virus vector-mediated gene transfer in hemophilia B. N Engl J Med 2011; 365:2357-2365
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  • Dirk Grimm, Hildegard Büning..(2017) Small But Increasingly Mighty: Latest Advances in AAV Vector Research, Design, and Evolution.Human Gene Therapy 28 :11, 1075-1086.
  • Jonas Weinmann, Dirk Grimm..(2017) Next-generation AAV vectors for clinical use: an ever-accelerating race.Virus Genes 53 :5, 707-713
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  • Gerry Dolan, Gary Benson, Anne Duffy, Cedric Hermans, Victor Jiménez-Yuste, Thierry Lambert, Rolf Ljung, Massimo Morfini, Silva Zupančić Šalek..(2017) Haemophilia B: Where are we now and what does the future hold?.Blood Reviews .
  • Thierry VandenDriessche..(2017) AAV Capsid Engineering: Zooming in on the Target.Human Gene Therapy 28 :5, 373-374.
  • Carles Roca, Sandra Motas, Sara Marcó, Albert Ribera, Víctor Sánchez, Xavier Sánchez, Joan Bertolin, Xavier León, Jennifer Pérez, Miguel Garcia, Pilar Villacampa, Jesús Ruberte, Anna Pujol, Virginia Haurigot, Fatima Bosch..(2017) Disease correction by AAV-mediated gene therapy in a new mouse model of mucopolysaccharidosis type IIID.Human Molecular Genetics 26 :8, 1535-1551.
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