Allarme Zika virus: un’emergenza internazionale di salute pubblica

Si amplifica in questi giorni l’allarme per lo Zika virus (ZIKV), definito nella riunione straordinaria di esperti della World Health Organization (WHO) tenuta ieri, 1 febbraio 2016, a Ginevra “un’emergenza internazionale di salute pubblica”. Si assiste, infatti, ad un impressionante incremento del numero di nuovi casi d’infezione da ZIKV e della severità di presentazione clinica con emergenza di complicanze neurologiche, tra le quali la sindrome di Guillain-Barrè (poliradiculoneuropatia acuta con deficit sensitivo-motorio bilaterale, simmetrico ed ascendente), la sindrome di Fisher (triade clinica con atassia, oftalmoplegia ed areflessia), meningiti e meningo-encefaliti, così come di sindromi autoimmuni ed anomalie congenite, soprattutto microcefalia fetale nei nati da donne gravide infette. Dal Febbraio 2014 al 17 Gennaio 2016 ci sono 18 paesi e territori nelle Americhe che hanno confermato la circolazione autoctona dello ZIKV nel 2015 e 2016 (Brasile, Barbados, Colombia, Ecuador, Messico, Paraguay, Venezuela, etc.) e, da Novembre 2015 a Gennaio 2016, la trasmissione locale del virus è stata registrata in 14 nuovi paesi (in El Salvador, un inusuale incremento di sindrome di Guillain-Barrè viene riportata tra il 1 Dicembre 2015 ed il 6 Gennaio 2016, con 46 casi, 2 dei quali mortali). Nel recente numero del 13 Gennaio del ‘New England Journal of Medicine’, come vi abbiamo segnalato su queste pagine, era già stata segnalata questa inquietante nuova minaccia, ma  lo scenario è diventato negli ultimi giorni sempre più allarmante, tanto da spingere la Pan American Health Organization (PAHO) e la WHO a rinforzare le raccomandazioni relative alla sorveglianza della continua espansione dello ZIKV nelle Americhe, fino all’ultimo comunicato di ieri che sottolinea in particolare il rischio di conseguenze sul feto per le donne gravide.

Ci sono 2 principali ragioni per la rapida diffusione del virus: 1) la popolazione delle Americhe non è stata precedentemente esposta al virus e, quindi, non è immune, e 2) le zanzare Aedes, principali vettori della trasmissione, sono presenti in tutti i territori Americani, eccetto il Canada ed il Cile continentale. Le più efficaci misure di prevenzione sono 1) la riduzione delle zanzare, eliminando i potenziali luoghi di riproduzione, specialmente i contenitori che raccolgono acqua dentro e fuori le abitazioni, anche con l’impiego di larvicidi nelle acque stagnanti, e 2) misure di protezione personale dai morsi delle stesse zanzare, come uso di repellenti, abbigliamento il più possibile ‘coprente’ e preferibilmente dai colori tenui, che non attraggano le stesse zanzare. La trasmissione dello ZIKV può avvenire anche per via parenterale (meccanismo infrequente), sessuale (il virus è stato isolato nel liquido seminale) e verticale (il genoma del virus è stato ritrovato nel liquido amniotico di 2 gravide in Paraiba, Brasile, i cui feti presentavano microcefalia ecografica). Non c’è attuale evidenza che il virus sia trasmissibile attraverso il latte materno e, quindi, l’allattamento viene raccomandato in via esclusiva per i primi 6 mesi ed integrativa almeno fino ai 2 anni. Specificamente, viene raccomandato alle donne di consultare il personale sanitario prima di pianificare un viaggio nelle aree ad alta e sporadica circolazione dello ZIKV ed al loro ritorno, soprattutto se in corso di gravidanza, o di rimandare un’eventuale inizio di gravidanza dopo un soggiorno anche del  proprio partner in tali aree. Per questi motivi, la preoccupazione cresce anche in vista dei prossimi Giochi Olimpici che si svolgeranno in Brasile, a Rio de Janeiro.

Si segnalano, di seguito, i link ove è possibile reperire le informazioni continuamente aggiornate sullo stato dell’infezione e sulle idonee misure di prevenzione, congiuntamente raccomandate da PAHO/WHO e dal Center for Disease Control (CDC) statunitense.

http://www.who.int/csr/disease/zika/en/

http://wwwnc.cdc.gov/travel/notices/alert/zika-virus-caribbean

http://www.cdc.gov/zika/