Tripanosomiasi Americana-Malattia di Chagas

La Malattia di Chagas in Europa: una pratica review per il medico che opera in un mondo globalizzato

La Malattia di Chagas o Tripanosomiasi Americana è una patologia trasmessa dal Tripanosoma Cruzii, endemica in alcune regioni del Centro e Sud America, è stata scoperta nel 1909 da Carlos Chagas, ma solo di recente è diventata problema reale anche in Italia quando sono stati esclusi dalla donazione di sangue in modo preventivo i soggetti che in qualche modo potevano aver contratto l’infezione per permettere una successiva valutazione sierologica atta a garantire l’assenza dell’infezione nel donatore.

L’epidemiologia della Malattia di Chagas è infatti mutata negli anni a causa dell’elevato flusso migratorio dalle zone in cui è da sempre notoriamente presente, all’Europa e America del Nord, o a causa degli aumentati viaggi per lavoro e piacere verso le regioni del sud del mondo. La mutata situazione ha portato pertanto i clinici delle nostre latitudini a doversi occupare di un problema finora sconosciuto. Questa review vuole pertanto evidenziare quali sono i diversi aspetti della Malattia d Chagas in Europa, i programmi si screening messi in atto e i trattamenti impiegati. La review si basa sui dati di letteratura pubblicati riguardo tale patologia dal 1985 al 2016.

Fino al secolo scorso la presenza di casi conclamati di Malattia di Chagas in Europa erano quasi solo aneddotici, correlati per lo più a viaggi nelle zone endemiche o a trasfusioni di sangue o trapianto di midollo provenienti da queste stesse regioni, negli ultimi anni però l’aumento del flusso migratorio da queste zone ha notevolmente incrementato l’incidenza della patologia. Un recente studio spagnolo ha infatti evidenziato che nelle diagnosi di ricovero ospedaliero la Malattia di Chagas risultava essere 13 volte superiore nel periodo 2005-2011, rispetto al periodo 1997-2004, confermando quindi che alla base di questa pandemia sono i trasferimenti di soggetti infetti da un continente all’altro.

In Europa sono stati segnalati pochi casi di trasmissione del virus mediante trasfusione di sangue, questo perché sono stati implementati i programmi di selezione dei donatori fin dagli inizi degli anni ’90 (Gran Bretagna 1999).Vengono infatti esclusi dalla donazione i donatori chiaramente infetti, mentre non ancora chiaro è l’atteggiamento da tenersi di fronte a chi è stato solo esposto all’agente infettivo. In Italia la sierologia positiva per Tripanosoma Cruzii si attesta tra 0 e 3.9% più alta comunque rispetto a quanto riportato in altri Paesi (Spagna 0.62-1.91%, Francia 0.31%; Svizzera 0.04-0.08%; Gran Bretagna 0.007%; Olanda 0%).

La Malattia di Chagas consta di una prima fase acuta e di una successiva fase cronica che segue un periodo di latenza anche superiore ai 20 anni. Le manifestazioni principali sono miocarditi, pericarditi e meningo-encefaliti, che presentano un tasso di mortalità compreso tra 0.2 e 0.5%. La diagnosi avviene mediante la ricerca diretta del parassita causa dell’infezione, è quindi un’indagine microbiologica, ma dipende dallo stadio clinico dell’infezione stessa. Nella fase acuta di malattia l’analisi di uno striscio di sangue periferico è sufficiente per riscontrare la presenza del patogeno. Negli altri casi, quando la malattia è in fase cronica o latente occorre ricorre a tecniche più sofisticate di biologia molecolare (PCR). Tecniche utilizzate attualmente anche per effettuare uno screening preventivo sui donatori di sangue potenzialmente infetti.

La Malattia di Chagas è quindi un problema realmente presente in Europa negli anni 2000, attenti programmi di screening e di sorveglianza sono quindi necessari per ridurre il rischio di trasmissione mediante trasfusione e infusione di farmaci emoderivati.


Eur J Med Int, 2017 May 11; epub ahead of print

Chagas disease in Europe: a review for the internist in the globalized world

Antinori S, Galimberti L, Bianco R, Grande R, Galli M, Corbellino M