sorveglianza west nile 370x280 - Stato dell’arte sulla sorveglianza della circolazione del West Nile virus in Italia e metodi di prevenzione precoce del rischio trasfusionale

Stato dell’arte sulla sorveglianza della circolazione del West Nile virus in Italia e metodi di prevenzione precoce del rischio trasfusionale

Il virus del Nilo occidentale (WNV) è un arbovirus trasmesso il più delle volte attraverso le punture di zanzara, ma che in alcuni casi particolari può anche essere trasmesso attraverso trapianto di organi, trasfusioni di sangue, pratiche di laboratorio e dalla madre al feto durante la gravidanza. Le zanzare acquisiscono l’infezione nutrendosi del sangue di uccelli viremici e, una volta infettate, lo rimangono per tutta la loro vita, potendo così trasmettere il virus ad ogni vertebrato in caso di una loro puntura.

Gli esseri umani, i cavalli e gli altri sono considerati gli ospiti finali del virus, al loro interno non si ha infatti replicazione del patogeno. Le infezioni nell’uomo sono generalmente asintomatiche, ma circa il 20% degli infettati sviluppa sintomi simil-influenzali, mentre l’1% dei casi, principalmente persone anziane e immunocompromesse, sviluppano una malattia neuro-invasiva tipica del West Nile (WNND), che può portare a morte. In Italia, i casi di infezione da WNV sono stati registrati regolarmente dal 2011 e sono risultati distribuiti in diverse regioni. I casi si verificano soprattutto in estate e in autunno seguendo un andamento stagionale annuale. Per prevenire la trasmissione di WNV mediante trasfusione di sangue e donazione di organi, dal 2008 è in atto un piano di sorveglianza nazionale.

Una sorveglianza integrata per le zanzare, gli uccelli e gli esseri umani, è stata infatti attuata per prima dalla regione Emilia-Romagna, a seguito dell’epidemia del virus Chikungunya e, negli anni successivi, da altre quattro regioni del Nord Italia (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte):Lo sviluppo del piano di sorveglianza in Italia e, in particolare in queste cinque regioni viene presentato evidenziando i risultati dei due possibili approcci utili a prevenire la trasmissione del WNV attraverso trasfusione di sangue e/o trapianto d’organo: 1) approccio di base: segue il piano nazionale italiano per la prevenzione dell’infezione da WNV; 2) approccio integrato: basato su una sorveglianza che integra le osservazioni ambientali che rilevano la presenza di zanzare e uccelli infetti in una determinata provincia e su uno screening precoce per il WNV delle unità di sangue e degli organi da trapiantare nelle province o nelle aree con endemia confermata per questo agente patogeno.

Nel caso compaia l’infezione di WNV in un soggetto umano prima del rilevamento della presenza di  animali infetti da WNV da parte della sorveglianza entomologica o ornitologica, le misure di prevenzione da adottare sono quelle presenti nel piano di sorveglianza nazionale.
L’obiettivo è quindi quello di anticipare sempre più l’introduzione di test di screening precoci  (WNV-NAT) nei donatori di sangue limitati però alle  aree geografiche dove la circolazione del patogeno è effettivamente comprovata da indagini ambientali.  Negli ultimi anni un’attività di sorveglianza integrata e un approccio multidisciplinare hanno perciò permesso di introdurre misure efficaci e preventive per ridurre il rischio di trasmissione di WNV attraverso sangue, tessuti e donazioni di organi.


Transfus Clin Biol. 2017 Sep;24(3):172-175.

State of the art: West Nile Virus circulation surveillance in Italy and transfusion risk early prevention methods

Velati C, Angelini P, Pupella S

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